Il negozio era, fino a 12 anni fa, la sede di una macelleria; anche da questo l’impulso di mettere radici e speranze in questo luogo, cercare di riscattare simbolicamente la sofferenza di tutte le povere creature sfruttate, di tutti gli esseri più deboli, esseri animali ma anche umani, con la speranza diventi anche solo una piccola candela nel guidare l’essere umano a quel nuovo rinascimento che è l’antispecismo, il rispetto di tutti gli esseri viventi e dell’ambiente, rinascimento ora quanto mai necessario per la sopravvivenza del nostro pianeta e della nostra specie, non solo di quella animale.
E stato scelto quindi con la speranza nel cambiamento; far diventare questo ex luogo di immagine reale della sofferenza in uno dei tanti piccoli tasselli per raggiungere quel grande cambiamento necessario per l’evoluzione dell’umanità: più rispetto per se stessa, più rispetto per l’ambiente che ci ospita e cosa ancora più importante, più rispetto per i nostri fratelli animali.
Che sia un inno al cambiamento, un paradigma: da sangue e morte a verde e vita, dall’indifferenza al dolore al rispetto della vita e della natura.